sabato 11 gennaio 2014

#Perversione #15 ....ANCORA TU?

L’operatore sociale lavora in media 50 ore a settimana notte e giorno, magari per due o tre cooperative contemporaneamente. Riesce a distribuire siringhe, a fare sostegno scolastico, ad accompagnare rom a scuola,  a fare prevenzione davanti ad una discoteca e fare la notte in casa famiglia tutto nello stesso giorno, e quando esce dall’ultimo servizio vorrebbe solo andarsi a rinchiudere nel pianeta più lontano del sistema solare.
Un tempo lavorava solo in un centro di aggregazione giovanile, ma ora lo hanno chiuso, il Comune ha detto che non serve più, che c’è un Oratorio con dei volontari fantastici, e che quindi è inutile buttare dei soldi per un servizio uguale…
IL VOLONTARIO è un baby pensionato che a 50 anni e con lo stipendio pieno si è messo a riposo ed ha deciso di dedicare il suo tempo libero agli altri, magari ai ragazzi difficili della parrocchia. Fin quando lavorava non ci pensava proprio ai ragazzi difficili della parrocchia, li guardava con disprezzo e si controllava il portafoglio ogni volta che li incontrava. Ora però che è diventato VOLONTARIO sono tutta la sua vita.
Oggi ha deciso di salvare l’anima avida e corrotta dell’operatore sociale, gli offre la redenzione, lo incontra mentre esce dal servizio e lo invita a trascorrere qualche ora all’oratorio con i suoi ragazzi difficili, <<magari un po’ di svago ti farà bene, ti vedo così emaciato>>, ma si, pensa l’operatore sociale, in fondo dopo 36 ore di lavoro posso ancora farcela, le ultime energie le posso spendere per un gesto utile e necessario, riempie i polmoni di tutto l’aria che può e lancia un grido liberatorio: MAVAFFANCULO!!!!

venerdì 20 dicembre 2013

Anche Papa Francesco è intervenuto nell’annosa questione che sta dividendo il mondo del sociale, la sua posizione è come sempre netta e inequivocabile.  Se lo ha fatto lui… puoi farlo anche tu!!!

giovedì 19 dicembre 2013

Ricaduta #1

Purtroppo la Educatite è una patologia mentale grave soggetta a periodiche ricadute.
Non ce la facciamo proprio a stare un mese senza voler educare le masse
... quindi beccateve questa:


mercoledì 18 dicembre 2013

#quello che gli operatori non dicono #2 Risposta degli Operatori Sociali a Babbo Natale

Caro Babbo Natale è inutile che cerchi di provocarci con queste “banalità” natalizie, noi non ci lasciamo “corrompere” dai mediocri ed insulsi bisogni terreni, noi cerchiamo il valore personale e professionale delle cose e delle persone, ci piace il con-tatto, il ri-conoscere per ri-nascere, co-operare e con-dividere insieme.  Ci piace spezzare le parole, perché è più figo, anche se non le capiamo, e non ci importa perché tanto  l’essenziale è invisibile agli occhi e noi gli occhi ce li bendiamo per bene… ma tu che ne vuoi sapere, sporco materialista che non sei altro… e sai che ti diciamo ? evviva LA BE-FA-NA!!!

martedì 17 dicembre 2013

SocialOttimismo Natalizio #1



Quando smetteranno di finanziare la tua cooperativa, 
e chiuderanno il servizio per cui lavori,
e rimarrai senza occupazione,
e cercherai qualcuno che ti aiuti a  ricollocarti,
e non troverai nessuno a darti una mano,
e penserai: “Che scemo/a!
Quel servizio che aiutava i disoccupati, 
quelli senza titolo  o con titolo di studio debole,
quelli a rischio, che oggi lavorano e domani chi lo sa,
insomma quelli come me, 
beh quel servizio li ha chiuso. 
Lo so per certo, 
ci lavoravo io!”
[Blanqui]

lunedì 16 dicembre 2013

#quello che gli operatori non dicono #1 - Lettera di Babbo Natale all’Operatore sociale

Caro Operatore sociale, neanche quest’anno ho ricevuto tue notizie, lo so che non hai bisogno di niente, che sei felice così, che hai troppo da fare per pensare a me,  ma ti voglio comunque ricordare che ti  sono vicino… se ti serve un bustino che ti aiuti a sollevare con meno dolori i tuoi utenti, un bel sorriso stampato sul viso anche quando vorresti mandare tutti a quel paese, un par de scarpe nuove per i kilometri che ti devi fare da un utente all’altro, un vaffa.. in meno dall’utente incazzato, un bel contrattino "a chiamata" che ti copra i prossimi 5 anni di lavoro, insomma chiedimi  qualsiasi cosa ma…. no LO STIPENDIO NO!!!
E voi che chiedereste a Babbo Natale???

domenica 15 dicembre 2013

Parolacce del sociale #1: EDUCARE.


Caro educatore, cara educatrice
respira profondamente, non tutto è perduto.
Cioè tutto no ma molto si.
Ti faccio alcuni esempi di ciò che non puoi pensare di recuperare:

Soldi, una volta trasformati in tasse universitarie e libri, puoi considerarli andati, come risucchiati da una sala Bingo. Stipendi arretrati? Quelli li vedranno forse i tuoi posteri.

e poi il tempo: Studio, tirocinio, file in segreteria, colloqui di lavoro, cercare di capire che cazzo di lavoro è questo, telefonate per chiedere quando arrivano i soldi. Nessuno ti ridarà i tuoi giorni migliori.

Ma non tutto è perduto fidati. Puoi ancora giocare delle carte. Per questo ti invito a riflettere.
Prima però respira. E’ molto zen respirare. E soprattutto gratis, per ora. Prima o poi si pagherà anche l’aria e allora, con lo stipendio che prendi … buona apnea!
Quindi finché puoi inspira ed espira.
Riflettere, dicevamo.

Hai mai cercato su un dizionario la parola educare, quella da cui deriva il tuo titolo, la tua professione e parte della tua identità?

Il Devoto Oli da come primo significato: “Guidare, condurre a un conveniente livello di maturità sul piano intellettuale e morale”. 
Ora guardiamoci in faccia: Ti pare che io e te, se avessimo saputo come finiva, ci saremmo “condotti” fin qui? Sai che ridere io e te che guidiamo gli altri. Non ci pigliamo per il culo, almeno io e te, diciamocelo. Ci hanno fregato, soldi, tempo e lasciato al lato di una strada co sto titolo di educatore e con l’implicito monito “E mo’ campa” e noi su più piccola scala stiamo cercando di fottere quelli meno furbi di noi  (sempre di meno) che riusciamo a trovare sulla piazza.

Sviluppare, affinare con l’insegnamento. E’ la seconda definizione. Si ma insegnamento di che? Cioè se uno va in palestra l’istruttore è uno specialista del corpo umano e ti aiuta a dimagrire, a rafforzarti eccetera. Se invece vai a lezioni di pianoforte, il maestro ti insegna a suonarlo.
Tu paghi per andare in palestra o a scuola di musica e in cambio hai qualcosa.
Tu educatore, esattamente cosa insegni? In cambio di cosa un tuo allievo dovrebbe pagarti?

Rendere avvezzo con l’esercizio. Insiste il glossario. In cosa ti sei mai esercitato, Educatore? Il numero massimo di pasti che riesci a saltare? Quanti giorni puoi campare con una sola banconota da 5 Euro? Quanto riesci a permanere nella medesima squallida stanza da fuori sede oltre il pagamento dell’ultimo affitto?
Quanto riesci a resistere di fronte a quell’utente stronzo che ti prende per il culo tutto il giorno mentre tu sorridi, e formuli frasi in italiano corretto perchè devi mantenere un aplomb professionale?

Cosa? il tuo specifico professionale sarebbe la “relazione”? Mettere in campo delle competenze che ti permettano di modificare il comportamento dei tuoi utenti? Caro educatore, permettimi di farti notare che, nel medesimo dizionario, il Devoto Oli,  questo corrisponde non a educare, bensì a “manipolare”.
Devo però convenire con te che le Relazioni nel sociale, possono essere redditizie. Se per esempio compri una copia del Messaggero e vai agli annunci economici nella Sezione “Relazioni Sociali”, sono sicuro che ti si aprirà un mondo nuovo in cui , con un po’ di impegno, puoi trovare una collocazione. Basta azzeccare l’annuncio giusto. 
Suggerirei una cosa tipo: 
Daniele maschio italiano assoluta novità bellissimo dotatissimo disponibile discreto, 
oppure
Piramide italianissima mora
sexy abbondantissimo decoltè da impazzire fantasie indimenticabili intransigente.

Come? Non hai il fisico? Certe cose non le fai per principio?

Non ti preoccupare, un altro bel respiro, caro Educatore, cara Educatrice, te lo dicevo all’inizio che non tutto è perduto. Il dizionario della lingua italiana DEVOTO OLI riserva una quarta definizione del verbo educare arcaica e poetica, come dicono gli stessi autori del famoso vocabolario, e una speranza per tutti noi:


Riferito a piante, allevarle.

[Blanqui]